L'agricoltura biologica è un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Regolamento CE 834/07, e dal Regolamento di applicazione CE 889/08, e a livello nazionale dal D.M. 220/95.
In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), ne Organismi Geneticamente Modificati (OGM).
Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate come, per esempio:
• la rotazione delle colture, si evita di coltivare per più stagioni consecutive sullo stesso terreno la stessa pianta. In questo modo, da un lato si impedisce ai parassiti di trovare l'ambiente favorevole al loro proliferare, e dall'altro si utilizzano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno;
• la piantumazione di siepi ed alberi, che ricreano il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
• la consociazione, che consiste nel coltivare contemporaneamente piante diverse, l'una sgradita ai parassiti dell'altra.
In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, ossia si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifoglio o senape.
In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.
LEGISLAZIONE
L'agricoltura biologica in Europa è regolamentata da due normative comunitarie:
Reg. (CEE) n° 2092/91 (e successive modifiche e integrazioni) Reg. (CE) n° 1804/99
Il primo è il documento più importante per quanto riguarda la storia di questo tipo
di agricoltura, quello che ha regolamentato per la prima volta la produzione riconoscendola
ufficialmente. È relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli
e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari.
Il regolamento del 1999 è una sorta di "integrazione" al primo per quanto riguarda
nello specifico le produzioni animali. Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo
regolamento CE per l'agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007, che abroga il
Reg. (CEE) n° 2092/91 ed è relativo alla produzione biologica e all'etichettatura
dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l'acquacoltura).
ORGANISMI DI CONTROLLO
Gli organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole sono
enti privati a cui la legge assegna il compito di verificare il rispetto dei regolamenti
attuativi da parte delle aziende biologiche e concedere il proprio marchio da apporre
alle etichette dei prodotti venduti dall’azienda associata. Tali organismi dovrebbero
rispettare il principio di ‘’terzietà’’ non intrattenendo altri rapporti commerciali
o di consulenza con le aziende certificate, le Regioni e le Province a statuto speciale
sono preposte al controllo di questo aspetto. Gli organismi di controllo effettuano
ispezioni presso le aziende associate con cadenza almeno annuale. L’ispezione consiste
in un sopralluogo di un incaricato dell’organismo certificatore che controlla il
rispetto delle normative, la tenuta dei registri e se necessario, in presenza di
sospette violazioni, preleva campioni da fare analizzare in laboratorio presso l’ARPAT
o presso un laboratorio accreditato dal SINAL (Sistema Nazionale per l’Accreditamento
di Laboratori). L'organismo di controllo dei prodotti dell'Azienda Agricola di Camugliano
è l'istituto ICEA - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale
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